PARIGI

Parco di Bercy

di CARLA DE AGOSTINI

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Uno dei luoghi più suggestivi e inaspettati di Parigi è sicuramente il Parco di Bercy, la cui trama di sentieri, rotaie e riflessi d’acqua non può che affascinare. Con i suoi 13,5 ettari, nel 12° arrondissement, Bercy stupisce i passanti con indizi che raccontano un luogo di contrasti.

Anche se creato tra il 1993-1997 conserva ancora molto del suo passato: il vigneto, i cordoli e le rotaie testimoniano il vissuto industriale del sito luogo. Il progetto di gusto contemporaneo degli architetti B. Huet, M. Ferrand, J. Feugas, B. Leroy, incornicia un giardino di impianto ottocentesco, curato dai paesaggisti I. Le Caisne e P. Raguin.

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L’area su cui sorge il Parco ha subito molteplici trasformazioni, occupata da boschi cedui sino al XIII secolo, divenne dal ‘600 fino alla Rivoluzione, un luogo di villeggiatura lungo il fiume; durante il processo di industrializzazione della città il luogo divenne uno dei magazzini di vino più importanti di Parigi: la cellier du monde, cantina del mondo, fuori dai confini daziari ma in posizione strategica per la rotta commerciale, via Senna, con la Borgogna. Il Parco alterna laghetti ed opere architettoniche, aree verdi e boschive di cui tre zone ben distinte: les Parterres, al centro, composte da una scacchiera di nove giardini a tema, in omaggio alla biodiversità, dove diversi atelier ospitano frequenti eventi dedicati alla botanica curati da cittadini o da professionisti del settore; la Grande Prairie, a ovest, costituita da tappeti d’erba attraversati da viali e punteggiati da alberi e gazebo, dove spesso gruppi di ragazzi che godono della bellezza del posto. E infine, il Jardin Romantique, ad est, in cui si possono ammirare querce, betulle, ciliegi, arbusti di ogni tipo, e soprattutto i giochi d’acqua del laghetto delimitato da canneti e ninfee dove si incontrano anatre e aironi.

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Quest’ultima parte del Parco è molto ricca ed elaborata: l’amphithéâtre, l’anfiteatro, ricorda l’antico villaggio di Bercy, il Pavillon du Lac, esattamente al centro dello stagno, è sede di mostre ed esposizioni temporanee, nonché dell’Agence Parisienne du Climat de Paris, incaricata della transizione energetica della città. E ancora la rampa elicoidale che porta alla Bélvèdere è il punto di osservazione più alto da cui si possono ammirare uno splendido panorama e la Bibliothèque Nationale de France, altrimenti raggiungibile dalla passerella Simone de Beauvoir.

Con i suoi duecento alberi centenari, per lo più platani, ippocastani e betulle, il Jardin Romantique ha un particolare fascino bucolico, arricchito da oltre milleduecento nuove specie arbustive e di fiori. Tra salici e querce maestose è una meta molto amata dai parigini che qua si concedono interessanti letture e piacevoli passeggiate, immersi in un piccolo paradiso naturale, protetti dal frastuono e dalla frenesia appena lì fuori della grande Parigi.

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Foto ©CRISTINA ARCHINTO

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Graminacee - Dryopteris filix-mas

La famiglia delle Graminacee è molto vasta e comprende piante perenni e annuali, erbacee e sempreverdi, come anche i cereali ad uso alimentare, per un totale di quasi 8000 specie. Sono erbacee, ovvero non hanno né rami né fusto legnoso, e ultimamente fanno spesso la parte del leone nei giardini di tutti i tipi per la loro eleganza, la loro varietà e perché tollerano le più svariate condizioni climatiche non avendo bisogno di molta acqua ed essendo resistenti al gelo. Demetra nella mitologia è la dea del grano e dell'agricoltura, rende la terra fertile ed è artefice del ciclo delle stagioni e viene spesso rappresentata con una corona, un fascio di graminacee o di grano e una torcia.

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