SVIZZERA

ORTO BOTANICO DI ZURIGO
E LA SERRA
DEL MADAGASCAR

di CARLA DE AGOSTINI
 

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Il verde botanico a Zurigo si divide in due: da una parte l’orto botanico, dall’altra la vastissima serra malgascia allo Zoo. Il primo è situato su una collinetta non lontano dal centro cittadino e non perde il suo fascino nemmeno d’inverno. Istituito negli anni ‘70 ed inizialmente privato, ora l’Orto Botanico di Zurigo fa parte dell'Istituto di Botanica Sistematica ed Evolutiva dell’Università di Zurigo. Il giardino presenta tre serre visitabili a mezza sfera con differenti aree climatiche: la foresta tropicale di montagna, l’area dei venti secchi dei tropici con una vetrina dedicata alle piante carnivore e la foresta pluviale tropicale delle pianure, dove l’umidità è del 90% e la temperatura è di circa 26 °C sia d’estate che d’inverno. Le serre disegnate da Hans e Annemarie Hubacher, Peter Issler e Hansulrich Maurer, terminate nel 1976, ad oggi sono state più volte ristrutturate in plexiglas perché col tempo avevano perso gran parte della loro trasparenza con effetti dannosi sulla crescita delle piante.

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L’entrata principale è da Zollikerstrasse, salendo le scale, già si può ammirare l’attenzione e la cura richiamate dal Mixed Border: uno stile sviluppato in Inghilterra alla fine del 19° secolo, che permette di valorizzare le piante durante ogni stagione. Fiori annuali, piante perenni e piccoli arbusti vengono selezionati in modo che qualcosa sia sempre in fioritura, in primavera risaltano le geofite, e in inverno ci sono graminacee con infiorescenze sbiadite, che si ricoprono di brina e costituiscono un’attrazione molto particolare. L'obiettivo è didattico e l’interesse è di far risaltare la semina come un processo armonico e naturale. 

Serra malgascia

Allo zoo di Zurigo con circa 4.000 animali di 380 specie diverse, dove l’abitante più anziana è una tartaruga gigante delle Galapagos di oltre 70 anni, si aggiungono oltre 5 ettari e mezzo di verde con oltre un milione di specie di piante provenienti da tutto il mondo. La serra malgascia è una struttura metallica alta 30 metri, rivestita in EFTE, un materiale che simula la luce solare, consente di coprire e coibenta, in maniera leggera, gli oltre 11.000 metri quadrati di superficie. Grazie a questo materiale d’avanguardia, sensibile alla luce e ad alto valore d’isolamento, dal giugno 2003, è possibile immergersi in una fitta foresta tropicale, popolata da più di 20 mila piante e 45 specie di vertebrati tropicali, tra cui spiccano gli animali lasciati in libertà, come i lemuri. Qui è possibile vivere la foresta di Masoala, con temperature che variano dai 20 ai 30° C e il suo tasso di umidità altissimo, con una media di precipitazioni di 6 mm al giorno. Queste piogge tropicali sono realizzate attraverso un interessante sistema di riutilizzo dell’acqua piovana, che permette un’irrigazione equivalente di 80.000 litri d’acqua al giorno.

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La convivenza tra fauna e flora è nata per aiutare la preservazione della biodiversità degli ecosistemi del Madagascar. Attraverso il progetto Masoala, lo zoo di Zurigo ha deciso di sostenere il governo malgascio nella conservazione e nella tutela di una delle zone mondiali ad alto rischio di estinzione. Il Madagascar infatti, nonostante rappresenti solo l’1% della superficie terrestre, è tra le aree più ricche di biodiversità: ci vive circa il 3% totale delle specie animali e vegetali del pianeta e a oggi vi è accertata la perdita di almeno il 70% della copertura vegetale primaria.

Flora e fauna si possono apprezzare anche dall’alto, dove si ammirano le piante acquatiche, le felci, le liane, i bambù, e gli animali. Tutta questa attenzione è in linea con uno dei compiti principali assunti dal giardino per il XXI sec: promuovere e rafforzare le relazioni tra vegetazione e umanità, cercando di trasmettere e valorizzare l’interconnessione sempre più evidente tra piante, ambiente e salute.

GALLERY

Foto ©CRISTINA ARCHINTO

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